Oggi un toccante post di Patrizia che riprendeva una lettera di Paola Jacobbi a Vanity Fair mi ha commosso. Una donna in carriera che non è diventata in carriera per sua scelta ma per una vita che le ha negato l’opportunità di diventare madre. In pratica la sua lettera dimostrava che il piano A della sua vita era fare la mamma, ed il successo, i viaggi, la carriera a Vanity Fair sono un piano B, un ripiego coi fiocchi ma un ripiego.
Sarà il momento particolare, sarà che un bambino è un mio grande sogno, anzi IL mio grande sogno ma mi sono messa a piangere come una fontana per una donna che non conosco…
Ieri sera non riuscivo a dormire e mi sono messa in salotto, agendina alla mano a fare due conti. Mi sono messa a guardare la data dell’ultimo ciclo, cercare di calcolare quali possano essere i giorni fertili (c’ho capito pochino), so che le coppie che procreano appena sospesa la pillola sono poche, ma mi piacerebbe pensare che potremmo essere una di quelle fortunate. Allo stesso tempo continuo a ripetermi che può volerci un sacco di tempo che due coppie di nostri amici ci stanno provando da gennaio e che quindi dobbiamo armarci di tanta pazienza…